1°TAPPA DA CALENZANA AL RIFUGIO DI ORTU DI U PIOBBU

Partire di pomeriggio per una tappa simile è una scelta quantomeno azzardata, poichè si tratta di una tappa lunga e con un discreto dislivello, se a questo aggiungiamo la sveglia presto, la traversata in traghetto, un paio d'ore di auto ecco che tutto si complica.
Lasciata l'auto al parcheggio di terra fatto su un pò di terrazzamenti, seguiamo le indicazioni per l'inizio del nostro trekking.
Al cartello in legno "Fra li Monti" iniziamo ad intravedere la forte identità che caratterizza il trekking, ma soprattutto il popolo Corso, i visi sono tesi, ma il morale è alto, e la voglia sicuramente non manca.
Un consiglio fondamentale è quello di prendere almeno 2 litri d'acqua, visto che fino al rifugio non sarà possibile prenderne ancora (ho dovuto pescarne da sorgenti improvvisate), se fatto con il clima molto caldo bisogna considerare quantitativi d'acqua molto ampi.
Il nostro passo nel bosco è veloce ed il ritmo alto, ma uscendo al caldo sole del pomeriggio ci sentiamo un pò sopra alla graticola, il granito specchia il calore in un mix...bollente! 
Però superato uno sperone, curvando verso Nord lo spettacolo ha inizio! Il vento ci porta il profumo del mare e gli occhi non possono che guidare le labbra verso il più classico dei riflessi incondizionati, non si può che rimanere a bocca aperta.
Il mare piatto del tardo pomeriggio sembra guidarci verso la nostra meta, anche se questa arriverà allontanandoci il giusto.
Con una tempistica perfetta ci troviamo a godere di un tramonto sul mare a circa mille metri d'altezza in una postazione privilegiata.
Purtroppo non possiamo godere appieno dello spettacolo, poiché dopo i tramonti, anche i più belli....arriva la notte, ed anche se secondo l'altimetro (non avevo con me il GPS) non avevamo molto dislivello da fare, cerchiamo di percorrere meno strada possibile al buio.
Pochi minuti dopo scorgiamo in lontananza il rifugio, e quantifichiamo in circa un'ora la distanza tra noi e la nostra meta giornaliera, visto che sono circa le 7 e 30 possiamo ritenerci soddisfatti anche del ritmo tenuto.

Quello che non sappiamo é che il nostro cammino prevede il nuovo ingresso in una faggeta, e la perdita di circa 100 m di dislivello, prima di raggiungere il versante "giusto" della montagna dopo aver superato Capu Ghiavu a 1629 m alla luce delle frontali, cominciamo la discesa verso il rifugio.

Ci notano altri trekker, e rispondono alle nostre frontali con le loro per indicarci la retta via, e superata la Cresta du Fucu dopo una netta svolta senza quasi accorgercene siamo nella zona tende, vediamo dentro qualche piazzola una luce, rispondiamo ai saluti in inglese, e degli olandesi gentili ci offrono il posto accanto alla loro tenda, che riusciamo a montare abbastanza rapidamente.
Mangiamo con foga gli avanzi del pranzo, ovviamente è poco ma  ci guardiamo sapendo di averla fatta grossa, ma il colpo é riuscito, Elisa é riuscita anche ad acquistare un pezzo di dolce e pagare il posto tenda,  dopo esser stata sgridata però dalla rifugista.
Tutto sommato comunque abbiamo fatto il nostro percorso in 5 ore e mezza.
Questa giornata per noi vale doppio!
DATI TECNICI

Dislivello: 1360 m in salita 90 in discesa

Durata: 6 ore e mezza

Consigli: portare almeno due litri d'acqua, sarebbe meglio partire nelle ore fresche